Recensione Kingdom Come Deliverance

Kingdom Come Deliverance è la prima fatica dei ragazzi di Warhorse studios e a quanto pare è “buona la prima”…o quasi.

Kingdom Come Deliverance è un RPG open world ambientato nella Boemia medievale nell’anno del Signore 1403. Il vostro personaggio è un ragazzotto figlio del fabbro del villaggio che, già qui la prima innovazione rispetto ai classici RPG, non avrà sulle sue spalle il destino del mondo ma agirà e procederà nella sua avventura spinto dalla sete di vendetta. Di più non dico per non spoilerare, della morte dei genitori si sapeva già nel trailer quindi non odiatemi.

Recensione Kingdome Come Deliverance

Cominciamo col dire che le ambientazioni di Kingdome Come Deliverance sia dal punto di vista paesaggistico che della rappresentazione della realtà storica dell’epoca sono ai massimi livelli di dettaglio, difatti impostando i settaggi al massimo si rasenta il fotorealismo ma occhio alle prestazioni, il gioco non è dei più leggeri da far girare, anzi oserei dire che forse pecca di poca ottimizzazione, il frame rate è davvero ballerino anche a risoluzioni e impostazioni non al massimo.

Sempre in relazione alla attenta riproduzione del momento storico un’ altra chicca è la presenza di armi, armature e abiti in generale fedelmente riprodotti sui modelli originali . La storia coinvolgente, la grafica di qualità e la presenza di NPC caratterizzati ognuno da una propria personalità vi faranno immergere profondamente nel gameplay e per dare ancora più forza al realismo il vostro modo di vesitre e la vostra igiene personale faranno cambiare il tipo di approccio che gli NPC avranno nei vostri confronti.

Un RPG per i gamer degni di questo nome realizzato con un budget ridotto ma che nulla ha da invidiare ai titoli più blasonati e realizzati con mezzi ben più importanti.

Ma bisogna però parlare dell’altra faccia della medaglia. Infatti mentre il gioco è da lodare per l’estremo realismo, di sicuro potrebbe allontanare, e lo dico perché io sono uno di quelli, tutti i giocatori abituati a draghi, Magie e più in generale al fantasy. Qui di fantasy ne abbiamo poco quindi se non vi piace il genere “vita medievale” allora pensateci bene prima di acquistarlo.

Altro punto a discapito della giocabilità è il sistema di combattimento che può risultare frustrante e poco fluido. Anche se questa iniziale difficoltà nel maneggiare ad esempio una spada verrà colmata nel corso del gioco da una sempre maggiore esperienza.

Passiamo al tasto più dolente di Kingdom Come Deliverance che riguarda la presenza di numerosi bug nel gameplay che ci auguriamo vengano risolti con future patch anche se il mio timore è che i ragazzi di Warhorse Studios possano in questo caso pagare un pegno di inesperienza e di no riuscire più a colmare le numerose lacune presenti in game. In definitiva è un gioco innovativo realizzato con il cuore da questo ottimo team che però consiglio a coloro che sono appassionati al genere RPG realistico medievale. Per i sostenitori di draghi e scheletri o beh forse è meglio guardare altrove.

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